Le fratture della scapola rappresentano l’1% di tutte le fratture, e il 3-5% delle fratture del cingolo scapolare. L'incidenza di frattura scapolare è di 10 -12 casi per 100.000 persone/anno. Tali fratture si osservano più frequentemente in soggetti maschi giovani (età compresa tra i 25 ei 45 anni).
Ricordando quella che è l’anatomia scheletrica della scapola, distinguiamo le fratture in base alla porzione di scapola che coinvolgono. Avremo quindi:

  • frattura del corpo
  • frattura della glena
  • frattura dell’acromion
  • frattura del processo coracoideo.

Nella maggior parte dei casi si osserva la frattura del corpo (60% dei casi), più raramente della glena (25%), dell’acromion (8%) e del processo coracoideo (7%).
La frattura scomposta della scapola in combinazione con la frattura della clavicola determina il quadro clinico di "spalla fluttuante" (floating shoulder degli autori anglosassoni).

Eziologia

Trauma diretto o indiretto sulla spalla solitamente ad alta energia (ad es. incidente motociclistico o caduta da un'altezza elevata). Considerando il meccanismo traumatico, la frattura della scapola si associa frequentemente ad altre lesioni (politrauma), e pertanto potrebbe passare inizialmente inosservata.

 

 

Sintomatologia segni clinici

Dolore

Tumefazione della regione posteriore della spalla

Abrasioni/escoriazioni cutanee

 

Esame clinico: 1° visita in Pronto Soccorso

Il primo medico a visitarvi sarà quasi sicuramente un medico di Pronto Soccorso, che dopo aver indagato sui meccanismi traumatici e valutato i vostri sintomi e segni clinici esaminerà la vostra spalla con l’obiettivo di escludere la presenza di un possibile danno neurologico e/o vascolare. Attenzione verrà inoltre data a possibili altre localizzazioni traumatiche (ad es. trauma cranico, toracico, addominale, vertebrale e degli arti).

Dopo aver trattato e stabilizzato eventuali altre lesioni, si procederà quindi con un esame radiografico che confermerà la frattura e consentirà di inquadrarla (composta/scomposta localizzazione).

Il primo trattamento molto spesso consiste nell’immobilizzazione dell’arto in un bendaggio tipo Desault o in tutore.

A meno che non venga disposto il ricovero per trattamento chirurgico della frattura di scapola o delle possibili lesioni associate, verrete quindi inviati a successivo controllo dallo specialista

 

Esame clinico: visita in ambulatorio specialistico

Passato qualche giorno dal trauma, verrete rivalutati clinicamente e se necessario verrà prescritto un esame TAC della spalla al fine di avere un quadro di imaging completo e dettagliato cosi da poter scegliere il trattamento più adeguato al vostro caso.

 

Trattamento non chirurgico

In presenza di una frattura composta della scapola (in particolare del corpo, anche se pluriframmentaria), non si ricorre ad un intervento chirurgico. Il trattamento di scelta è rappresentato dall’immobilizzazione in tutore per un periodo medio di circa 4 settimane.

In questo periodo verranno effettuati controlli clinici e radiografici per decidere poi quando iniziare il trattamento riabilitativo che avrà una durata media di circa 3-6 mesi al fine di ottenere un completo recupero della spalla.

 

Trattamento chirurgico

In presenza di fratture scomposte il trattamento sarà chirurgico. La chirurgia viene riservata alle fratture articolari scomposte (glena) ed alle fratture non articolari instabili.

 

 

Osteosintesi:

I frammenti di frattura vengono riallineati (ricomposti) e sintetizzati (fissati con mezzi di sintesi) quali:

viti

fili metallici di Kirschner

 

Tale procedura in caso di fratture articolari della glena oggi può essere effettuata brillantemente in anche in artroscopia.

 

Considerazioni finali

Appare fondamentale in un paziente politraumatizzato riconoscere tali fratture. Il trattamento in acuto, presenta un esito favorevole, in termini di recupero funzionale (sia dell’articolarità che della forza).